| La città di Cantù nella sua struttura attuale conserva
testimonianze consistenti del proprio passato e delle proprie vicende storiche, economiche
e sociali. I monumenti, si veda la voce specifica in altre pagine, sono indubbiamente
pietre miliari in proposito. Di rilievo, però, sono anche moltissime espressioni della
cultura popolare, religiosa, economica e sociale anche se non tutte possono vantare
antichissime origini. Le tradizioni popolari che ancora oggi
persistono ripropongono chiaramente realtà economiche e sociali del mondo contadino e
sentimenti che testimoniano, senza soverchie ostentazioni, un marcato senso cittadino di
appartenenza. Significativo, in proposito, è il rogo della Giubiana che si tiene tutti
gli anni all'ultimo giovedì di gennaio, ma anche la sfilata del carnevale che si effettua
il sabato prima dell'inizio della quaresima di rito ambrosiano.
Particolarmente vive sono ancora le tradizioni religiose
che trovano massima
espressione nella festa della patrona della città, Santa Apollonia (9 febbraio), e in
quelle di Santa Maria Assunta (15 agosto) e del Santo Crocifisso (metà ottobre). Sentite
sono anche gli antichi culti della Scheggia della Croce e della Sacra Spina, nonché la
pratica dell'Indulgenza Plenaria invocata dalla Madonna dei Miracoli.
Gruppi
folcloristici e bandistici, ispirati dalle feste civili e religiose, sono attivi ancora oggi
nella città, come i Fregamusun, i corpi musicali La Cattolica, Ranscet, La Brianzola e
Giuseppe Verdi.
Tradizionali possono, inoltre, essere
ormai considerate alcune attività economiche tipiche come quelle del
merletto,del mobile,della
lavorazione del metallo e del vetro (di
cui se ne parla alla voce economia).
La relativa floridezza della città ha
consentito, grazie anche all'impegno personale di imprenditori locali, la nascita di
numerose società
sportive: ciclismo, pattinaggio, tennis, calcio, sub, ecc.
Il
basket però, superando per numero di squadre, atleti e tifosi ogni altro, è
da tempo il primo sport cittadino.
Al complesso delle feste
tradizionali non potevano non accompagnarsi piatti
tipici della cultura contadina: la trippa, la casseola, il risotto e
luganiga, ecc., che ancor oggi vengono puntualmente riproposti, a tempo debito, nelle case
e nei ristoranti della città. |