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Affreschi di Galliano



Gli affreschi contenuti nella basilica di San Vincenzo sono la più alta testimonianza della pittura degli inizi dell'anno 1000 e sono eseguiti in due momenti diversi tra loro di cui il più antico, terminato nel 1007, coincide con l'abside maggiore. Qui sulla volta si vede un grande Cristo in piedi con il braccio alzato per chiamare a se i fedeli affiancato dai profeti Geremia ( a sinistra) ed Ezechiele (a destra); dietro ad essi vi sono numerosi personaggi che portano corone imperiali e palme. In basso tra le finestre è raffigurato il martirio di San Vincenzo con la storia che si svolge da sinistra a destra. All'estrema destra è raffigurato il ritratto di Ariberto con in mano la chiesa da lui ristrutturata nel 1007. Appena successivi al 1007 sono invece gli affreschi sulle pareti della navata maggiore dove siedono i fedeli durante le cerimonie. In antichità i fedeli si dividevano in due zone: a destra , entrando, stavano gli uomini ed a sinistra le donne: anche gli affreschi sono divisi con questo schema.

Sulla parete sinistra, rovinate dal tempo e dagli uomini , vi sono storie di donne: Eva con Adamo in alto, Santa Giuditta e Santa Margherita. Sulla parete destra vi è la storia di Sansone, in alto di San Cristoforo, di cui rimane un enorme immagine al centro della parete.

Gli affreschi che si vedono nella basilica sono dei secoli successivi: i dipinti sul muretto a destra della scala di accesso all'abside sono del '300 come il Vescovo tra due diaconi sulla parete della porta di ingresso, la serie di Santi verso la navata minore sulla parete di ingresso è databile al '500.