| Nel 1773 c'erano nella pieve
23 officine che davano pane a 120 operai. Trent'anni dopo se ne contavano 24 con 200
chiodaroli che trasformavano il ferro bergamasco in stacchette. Le mercedi dei ferraioli
erano comunque bassissime. E al solito, il guadagno degli stessi proprietari di
un'officina era ben poca cosa in confronto al profitto di quei mercanti che anticipavano
la materia prima e rivendevano quindi il prodotto finito nel Canton Ticino, in Piemonte e
forse nel Lazio e in Toscana. I chiodi e i merletti
non arricchirono di certo le contadine, che d'inverno passavano le giornate al tombolo, o
i contadini, che s'improvvisavano operai nella stagione morta, ma resero comode e ricche
quelle famiglie di merciaiuoli. I bambini lavoravano nella più tenera età a far chiodi
minuti. E per l'improporzione della fatica, crescevano deformi e non campavano a lungo
perché i chiodaroli morivano per lo più di tisi.
( Brano tratto dall'Annoni )
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